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NUMERI UTILE E D’URGENZA:

CARABINIERI 112 - STAZIONE CC PACHINO 0931 595814 

POLIZIA 113 - COMMISSARIATO PACHINO 0931 804211

GUARDIA DI FINANZA -  Comando Brigata Pachino 0931 841165

POLIZIA MUNICIPALE  - 0931 803409

VIGILI DEL FUOCO 115 - STAZIONE PACHINO 0931 836303

EMERGENZA SANITARIA 118

 GUARDIA MEDICA MARZAMEMI - 0931 841245

GURDIA COSTIERA - EMERGENZE IN MARE 1530

SOCCORSO STRADALE ACI - NUMERO VERDE 803.116 DALL’ITALIA E LO 02. 66.165.116 DALL’ESTERO

PROTEZIONE CIVILE - 0931 596264

COMUNE DI PACHINO - 0931 803111

UFFICIO POSTALE PACHINO - 0931 804450

UFFICIO POSTALE MARZAMEMI - 0931 841518

PARROCCHIA SAN FRANCESCO DI PAOLA - 0931 835286

Informazioni Turistiche - 3477338825

ITINERARIO DI PESCATURISMO: TRA PESCA E MERAVIGLIE COSTIERE

PARTENZA E ARRIVO AL PORTO DI PORTOPALO DI CAPO PASSERO

La cultura del mare e delle sue risorse, la valorizzazione del patrimonio ittico e marino, la difesa delle biocenosi, passano attraverso il Pescaturismo: una attività integrativa a quella quotidiana della pesca che si svolge a bordo di pescherecci o sulle piccole imbarcazioni della pesca artigianale. Nasce inizialmente come opportunità di integrazione del reddito dei pescatori che la praticano, previa autorizzazione, ospitando a bordo delle loro imbarcazioni persone diverse dal loro equipaggio per lo svolgimento di attività turistico – ricreative. In questo modo è possibile osservare le tecniche di pesca professionale o sportiva, l’utilizzo di esche o ami particolari, ma soprattutto si partecipa alla diffusione di una cultura del mare, per una pesca sostenibile che rispetti misure, luoghi, metodologie e tempi di pesca. Il pescaturismo può essere svolto durante tutto l’arco dell’anno, giorni festivi compresi e condizioni meteo-marine favorevoli, in alcuni casi anche in notturna. L’attività è aperta a tutti, anche i minori di 14 anni se accompagnati da un maggiorenne responsabile. Questo itinerario ha come base di partenza il porto peschereccio di Portopalo di Capo Passero, fermo restando che anche tutte altre marinerie del territorio del Gac dei due Mari, sono organizzate per il pescaturismo. L’orario di partenza e di rientro è concordato in base alle esigenze dei turisti e/o alle condizioni meteo-marine. Una volta usciti dal porto ci si dirige verso sud-ovest, in direzione dell’Isola delle Correnti. Il punto di battuta è a circa 2,5 miglia nautiche dal porto. Ammirata l’isola, si volge la prua ad est e si cala a mare il Conzo o Palamito. Si tratta del più antico degli attrezzi di pesca: consta di un numero variabile di ami (massimo 200 per i pescatori non professionisti) che vengono attaccati ad un’unica lenza tramite travette (piccoli pezzi di lenza) e portati a fondo da opportuni piombi. Il Conzo, riconoscibile tramite segnali galleggianti, viene lasciato in mare per un lasso di tempo a discrezione del pescatore. Durante l’attesa, l’imbarcazione dirige la prua verso l’isola di Capo Passero, distante circa 5 miglia nautiche e la circumnaviga lentamente in modo da ammirarla in tutta la sua magnificenza. Successivamente si dirige verso la vecchia Tonnara ed il castello Tafuri (un monumentale edificio di inizio secolo, costruito come residenza estiva dai marchesi di Belmonte). In questo splendida baia è possibile concedersi qualche tuffo. Risaliti a bordo, il capo barca si dirige verso il punto dove è stato calato il Conzo, individuando i galleggianti che ne segnalano la presenza: inizieranno quindi le operazioni di recupero degli attrezzi di pesca e dell’eventuale pescato. Tutto il pesce di pezzatura non idonea, se ancora vivo, viene rigettato in mare: per ciascuna specie vi è la tabella delle misure minime da rispettare, anche se il miglior metro è nella coscienza di chi pesca. L’escursione ha la durata di una o mezza giornata: è possibile anche pranzare a bordo per il numero di persone indicato dalle autorizzazioni rilasciate dall’Autorità Marittima. Il rientro è previsto nel porto di imbarco, a meno di diverse esigenze o particolari necessità.

Fonte GAC dei due mari

 

ITINERARIO NAUTICO: PORTI E APPRODI TURISTICI

TRA MARINA DI AVOLA E PORTO DI POZZALLO

Una costa così affascinante come quella dei Due Mari è, da tempo immemorabile, meta ambita del turismo nautico e da diporto grazie a piccoli approdi naturali, calette, pontili nati come frangiflutti e utilizzati poi come punti di sosta momentanea, oltre agli splendidi porti turistici ben forniti ed attrezzati per le esigenze di servizio ordinario alla navigazione. A partire dalla parte nordorientale della Terra dei due Mari, individuiamo una delle zone più suggestive per un approdo momentaneo: il porticciolo diMarina di Avola, a ridosso dell’antica tonnara e dell’antico borgo marinaro è costituito da un unico braccio di frangiflutti, che ha creato un’insenatura adatta all’attracco di piccole imbarcazioni. Il porticciolo ha fondo sabbioso e poco profondo. La navigazione verso l’approdo di Calabernardo, nel territorio di Noto, segue una costa bassa e sabbiosa, ricca di spiagge, di villaggi e borghi turistici costieri. La distanza tra i due porticcioli è di 1,73 miglia nautiche. Questo piccolo porticciolo è costituito da due moli di 50 e 20 metri, poco agibile per imbarcazioni di notevoli dimensioni, a causa di bassi fondali che raggiungono nel punto più profondo 1,50 metri. Disponibilità di acqua tramite una fontana e scivolo per piccole imbarcazioni. Da questo porticciolo, la navigazione verso sud costeggia una delle spiagge più belle d’Italia, Calamosche, seguita dalla vista superba dell’Oasi Faunistica di Vendicari, con i suoi pantani, la torre Sveva e la tonnara, per arrivare nel borgo marinaro di Marzamemi. Questo sito merita davvero una visita prolungata. La navigazione copre 7,92 miglia nautiche Nella Borgata di Marzamemi, sono disponibili due porti: La Balata e Porto Fossa. Il Porticciolo piccolo di Marzamemi, La Balata, è protetto da un molo di 150 metri, segnalato in testata da un fanale verde. Dalla spiaggia si protendono alcune banchine galleggianti. Il porto più grande di Marzamemi è Porto Fossa, a poche centinaia di metri dal precedente. E’ capace di ospitare oltre 400 imbarcazioni, fino a lunghezze massime di 55 metri. Entrambi i porti hanno la possibilità di rifornimento carburante, prese per acqua ed energia elettrica, illuminazione banchine, scalo d'alaggio, servizi igienici e docce. Per arrivare nella punta più a sud d’Europa occorre navigare per altre 8,5 miglia nautiche, lasciando scorrere a dritta una costa eterogenea, che alterna spiagge rocciose a calette nascoste. Il Porto di Portopalo di Capo Passero è formato da un molo di levante di 360 metri e dal molo di ponente di 390 mt. Il porto è principalmente sede della marineria dei pescherecci, anche se non mancano gli approdi per il turismo nautico. Servizi di rifornimento carburante, prese per acqua ed energia elettrica, illuminazione banchine, scalo d'alaggio, servizi igienici e docce. Inizia adesso il tratto di navigazione più lungo: 17,80 miglia nautiche. Costeggiamo la punta più meridionale della Sicilia, l’Isola delle Correnti, dove l’incontro dei due Mari è sempre spumeggiante. Risalendo la costa, lasciando a dritta l’incantevole spiaggia di Carratois e attraversando Porto Ulisse, è possibile ammirare gli spettacolari faraglioni di Cirica, le lunghissime spiagge di Santa Maria del Focallo, Pietre Nere e di Raganzino per arrivare al Porto Piccolo di Pozzallo. Situato subito a nord del porto commerciale, è protetto da due moli che racchiudono un bacino interamente banchinato e utilizzato da imbarcazioni da pesca, diporto e da mezzi portuali. Ha una disponibilità di 150 posti barca e servizi di rifornimento carburante, prese per acqua ed energia elettrica, illuminazione banchine, scalo d'alaggio, servizi igienici e docce.

Fonte GAC dei due mari

ITINERARIO NATURALISTICO: RISERVE NATURALI PER BIRDWATCHING

TRA VENDICARI E LONGARINI

L’estrema punta della Sicilia, culla della Terre dei due Mari, è punto di sosta privilegiato per i flussi di volatili che trasmigrano verso nord Europa in primavera per rientrare verso l’Africa in autunno, grazie alla presenza di acqua garantita dalle vaste zone umide che caratterizzano alcuni tratti del territorio. Questi pantani, spesso sono così ricchi di acqua durante la stagione invernale da esserne abbondantemente pieni anche in estate. Tantissime le specie faunistiche osservabili: cavaliere d’Italia, aironi cinerini, cicogne nere, cicogne bianche, fenicotteri, garzette, spatole, mignattai, pernici di mare, ghiandaie marine, gabbiani, sterne, beccacce, falchi di palude, pecchiaioli, anatre, fischioni. L’Oasi Faunistica di Vendicari (territorio di Noto) è un paradiso naturale. Cinque chilometri di percorso tutto da scoprire tra meravigliose spiagge, coste rocciose a picco sul mare, fondali adatti allo snorkeling, una torre fortificata del ‘400, l’antica tonnara recentemente restaurata e l’area umida dei Pantani (grande e piccolo). Un meraviglioso ambiente naturale che ospita centinaia di specie volatili la cui presenza si diversifica in base alla stagione. Alcune specie nidificano in questi posti trovando qui l’habitat naturale perfetto. L’oasi faunistica, infatti, garantisce la tranquillità delle specie essendo protetta da inquinamento acustico e da agenti esterni. L’area naturale è fornita di capanni di avvistamento dislocati sui pantani. Si consiglia l’utilizzo di binocoli per un’osservazione più dettagliata. Proseguendo verso sud, si trovano le Saline di Morghella. È uno dei più grandi pantani del territorio di Pachino: in origine era un bacino idrico, alimentato dalle piogge, fino alla sua trasformazione in salina. Scavate in epoca araba, le saline furono utilizzate fino agli anni ’60 del 1900 e poi dismesse per l’esiguità della produzione rispetto a quelle più ricche della Sicilia nord occidentale. Oggi, questo specchio d’acqua rimane uno dei luoghi privilegiati di sosta per avifauna, in quanto limitrofo al mare. Superata la cittadina di Portopalo di Capo Passero e la sua rada portuale, ci si dirige verso i pantani più meridionali d’Italia: Pantani Ponterio,Ciaramiraro e Baronello. Tra tutti sono i più piccoli. Dei tre, solo il Baronello è ancora collegato al mare tramite un piccolo canale, mentre il Pantano Ponterio, utilizzato in passato come salina, è isolato dal mare, essendosi interrato il canale di comunicazione dopo il successivo abbandono delle attività economiche. Queste zone umide, rientrano nella Riserva Naturale Orientata “Pantani della Sicilia sud – orientale”, istituita nel 2011 con la finalità di tutelare gli ambienti umidi costieri che ospitano popolazioni di uccelli limicoli svernanti e di consentire la sosta e la nidificazione della fauna, valorizzando la vegetazione mediterranea per la protezione degli uccelli acquatici. Il pantano più vasto tra tutti è il Longarini, nel territorio di Ispica: una depressione situata a poche centinaia di metri dal mare, contenente acqua salata. Sin dai tempi dei greci e dei romani, quest’area era utilizzata come porto interno (essendo limitrofo alla costa) a protezione delle navi cariche di merci. Oggi il Pantano Longarini, con i suoi 200 ettari di area lacustre, offre riparo e ristoro a centinaia di specie volatili. Il facile accesso (direttamente dalla strada) permette di ammirare le diverse specie di volatili senza inoltrarsi tra gli alberi e il canneto, in modo da minimizzare il disturbo alla fauna locale.

Fonte GAC dei due mari

ITINERARIO AMBIENTALE: LE SPIAGGE PIU’ BELLE D’ITALIA

TRA SPIAGGIA GALLINA (AVOLA) E RAGANZINO (POZZALLO)

Le Terre dei due Mari si affacciano sul Mar Ionio e sul Mar Mediterraneo. Splendidi litorali sabbiosi, intercalati da calette e promontori, fanno da cornice ad acque cristalline che cambiano colore con l’alternarsi delle stagioni. Una sabbia finissima e silicea forma dune ricche di macchia mediterranea, dove non è raro trovare piante che ben si adattano all’ambiente salmastro e marino. Le spiagge più belle si trovano proprio nelle terre più a sud d’Italia: sono a decine, più o meno piccole, a volte nascoste, racchiuse tra rocce, falesie e grotte, a volte imponenti nella loro estensione quasi a perdita d’occhio. Questo itinerario congiunge, con un percorso unico, alcune tra le spiagge più affascinanti del territorio. A nord est della città di Avola, percorrendo la SS 115 da Avola a Cassibile, si raggiunge Contrada Gallina, da cui la spiaggia prende il nome: si accede attraverso una strada sterrata (segnalata) dalla statale. Percorrendo un sentiero che conduce al promontorio, si raggiunge questa suggestiva spiaggia di grandi sassi bianchi e mare cristallino: 500 metri di litorale sabbioso caratterizzato da un cordone di dune protette da rocce bianche e degradanti sul mare. Le spiagge di Avola sono tutte meravigliose e ben curate: dopo il lungomare cittadino, si arriva alla spiaggia di Pantanello, chiamata anche “Ferro di Cavallo” per la sua particolare forma arcuata, quindi una sosta obbligata è nella spiaggia di Mare Vecchio, prospicente l’antica tonnara, presso il borgo di Marina di Avola. Nel territorio di Noto visitiamo due litorali diversi, affascinanti nella loro morfologia. La spiaggia più settentrionale è quella del Lido di Noto, un tratto di litorale adiacente un delizioso borgo turistico, caratterizzato da una spiaggia di sabbia fine e ambrata, acque cristalline che degradano dolcemente verso il largo. Presenti deliziosi stabilimenti balneari, attrezzati anche per sport acquatici. Per arrivare in questo delizioso paesino di mare si percorre la provinciale proveniente da Avola. Lungo la litoranea c’è la possibilità di parcheggiare l’auto. Percorrendo la provinciale, verso sud, si arriva all’Oasi Faunistica di Vendicari (che è anche Riserva Naturale Orientata): qui si può visitare la spiaggia di Calamosche, definita nel 2005 dalla Guida Blu di Lega Ambiente, la spiaggia più bella d’Italia. E’ una suggestiva caletta sabbiosa larga circa 200 metri, con acque trasparenti e sempre calme, circondata da due promontori rocciosi caratterizzati da una ricca vegetazione litorale, che degradano dolcemente sul mare, regalando anfratti, insenature e fondali per gli amanti dello snorkeling. Si arriva dopo un percorso a piedi di circa 1km dall’accesso secondario della Riserva (dalla strada provinciale Noto – Pachino). Scendendo nell’ultimo lembo d’Europa, la spiaggia più meridionale della Sicilia e d’Italia, è quella che si congiunge tramite un lembo di terra all’Isola delle Correnti, nel comune di Portopalo di Capo Passero. A differenza del nome, che identifica l’incontro tra i due mari e quindi tra le correnti, la spiaggia è racchiusa in un piccolo golfo, che rende spesso tranquille le acque e permette di ammirare lo spettacolo delle correnti. Per raggiungere la spiaggia è necessario superare il paese di Portopalo, la rada portuale e seguire le indicazioni per l’Isola delle Correnti. Ad ovest della spiaggia è presente un parcheggio asfaltato e uno su un pianoro sterrato. Nel Territorio di Pachinonon si può non visitare la spiaggia di Carratois: ci si arriva percorrendo le strade provinciali n.6 e n.8 da Portopalo, per poi seguire le indicazioni Carratois. Straordinario lembo di mare antistante, limpido e quasi sempre tranquillo, protetto a sinistra dall’Isola delle Correnti e a destra da Punta delle Formiche. La spiaggia è libera, ampia e di sabbia finissima. È possibile parcheggiare l’auto tra le stradine limitrofe alla spiaggia. Nei periodi estivi, ma anche in quelli invernali, la spiaggia si popola di appassionati di Windsurf e Kitesurf. Ripartendo a occidente verso il territorio ragusano, attraverso la provinciale che costeggia il litorale, si incontra una lunghissima spiaggia color avorio: è Santa Maria del Focallo, nel comune di Ispica. La spiaggia è libera, facilmente accessibile via strada, attrezzata anche di docce pubbliche. Straordinario il retro duna, ricco di macchia mediterranea. Qualche altro chilometro più a nord ovest si trova Pozzallo: sotto una delle fortezze più antiche di tutta la zona, Torre Cabrera, si sosta in una delle spiagge più belle d’Italia è quella di Pietre Nere. Spiaggia molto ampia a ridosso del lungomare, caratterizzata da lidi e servizi, facile da raggiungere e di libero accesso. A poche centinaia di metri ad ovest da questa si trova un’altra incredibile spiaggia, quella di Raganzino, accessibile direttamente dalla strada che dalla città conduce fino alle zone portuali.

Fonte GAC dei due mari

ITINERARIO ENOLOGICO, VINI DOC: IL MOSCATO DI NOTO

TRA AVOLA E PACHINO: 38 KM

Questo percorso sensoriale si snoda attraverso un territorio che regala storia, cultura, sapori ed emozioni attraverso i suoi monumenti, le bellezze naturali e ambientali, le tracce dell’evoluzione sociale e lavorativa dei suoi abitanti, e soprattutto tramite il rapporto inscindibile tra l’uomo e il suo territorio. Le Terre dei due Mari sono ricche di natura, sole, aria pulita, terra sana e produttiva. È proprio in questa terra così straordinaria che, oltre due millenni fa, nel territorio compreso tra Noto e Pachino, i greci iniziarono a di ondere la coltivazione delle viti con impianto ad alberello. La zona di maggior vocazione, perché terroir unico, ricco di minerali e di acqua, era il declivio collinare che scendeva dolcemente no al mare. Grazie alle caratteristiche del terreno e del clima, gli abitanti di queste terre cominciarono a sperimentare nuove tipologie di coltivazione, selezionando le varietà di uve più resistenti e più gradevoli al palato. La vite e la vendemmia erano il fulcro attorno al quale ruotava tutta la vita delle famiglie. I gesti, i rituali, le tecniche di coltivazione/potatura e la pratica di vendemmia si tramandavano di padre in glio, di generazione in generazione. Ancora oggi, nel territorio compreso tra Noto, Rosolini, Avola e Pachino, si produce uno dei vini più antichi d’Italia: il Moscato di Noto DOC. Prodotto esclusivamente con uve di Moscato Bianco lasciate maturare sulla pianta per aumentare la percentuale di zuccheri, questo nettare regala straordinarie sensazioni palatali grazie alla sua dolcezza. Diventato DOC (Denominazione d’Origine Controllata) nel 1974, questo vino può essere prodotto nelle tipologie naturale, liquoroso, passito e spumante. Oltre al Moscato, questo territorio produce altri vini DOC, sotto la denominazione Noto DOC: il Noto Rosso e il Noto Nero d’Avola. In un territorio ancora più vasto del primo, che abbraccia i comuni di Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero, Rosolini e Ispica si produce un altro vino, unico nel suo genere: l’Eloro DOC. Il nome deriva da una delle più antiche colonie greche in Sicilia, il cui sito archeologico si trova su una collina a acciata sul mar Ionio a circa 8 chilometri a sud-est della cittadina di Noto. L’Eloro DOC è un vino ottenuto da vitigni Nero D’Avola, Frappato e Pignatello, vini cati nelle tipologie Rosso e Rosato. Il Nero d’Avola è uno dei vitigni più pregiati per la vini cazione. Fino a un ventennio fa, solo i territori di Ragusa e Siracusa coltivavano questa specie di vite. Per oltre 100 anni, infatti, è stato il “vino da taglio” per eccellenza utilizzato per dare forza ad altri vini rossi, al suo confronto carenti in colore, struttura e grado alcolico. Oggi, il Nero d’Avola si coltiva in tutto il territorio siciliano ma trova la sua vocazione migliore proprio tra le Terre dei due Mari.

 

ITINERARIO ENOLOGICO, VINI DOC: L'ELORO

NOTO - ISPICA

Questo percorso sensoriale si snoda attraverso un territorio che regala storia, cultura, sapori ed emozioni attraverso i suoi monumenti, le bellezze naturali e ambientali, le tracce dell’evoluzione sociale e lavorativa dei suoi abitanti, e soprattutto tramite il rapporto inscindibile tra l’uomo e il suo territorio. Le Terre dei due Mari sono ricche di natura, sole, aria pulita, terra sana e produttiva. È proprio in questa terra così straordinaria che, oltre due millenni fa, nel territorio compreso tra Noto e Pachino, i greci iniziarono a di ondere la coltivazione delle viti con impianto ad alberello. La zona di maggior vocazione, perché terroir unico, ricco di minerali e di acqua, era il declivio collinare che scendeva dolcemente no al mare. Grazie alle caratteristiche del terreno e del clima, gli abitanti di queste terre cominciarono a sperimentare nuove tipologie di coltivazione, selezionando le varietà di uve più resistenti e più gradevoli al palato. La vite e la vendemmia erano il fulcro attorno al quale ruotava tutta la vita delle famiglie. I gesti, i rituali, le tecniche di coltivazione/potatura e la pratica di vendemmia si tramandavano di padre in glio, di generazione in generazione. Ancora oggi, nel territorio compreso tra Noto, Rosolini, Avola e Pachino, si produce uno dei vini più antichi d’Italia: il Moscato di Noto DOC. Prodotto esclusivamente con uve di Moscato Bianco lasciate maturare sulla pianta per aumentare la percentuale di zuccheri, questo nettare regala straordinarie sensazioni palatali grazie alla sua dolcezza. Diventato DOC (Denominazione d’Origine Controllata) nel 1974, questo vino può essere prodotto nelle tipologie naturale, liquoroso, passito e spumante. Oltre al Moscato, questo territorio produce altri vini DOC, sotto la denominazione Noto DOC: il Noto Rosso e il Noto Nero d’Avola. In un territorio ancora più vasto del primo, che abbraccia i comuni di Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero, Rosolini e Ispica si produce un altro vino, unico nel suo genere: l’Eloro DOC. Il nome deriva da una delle più antiche colonie greche in Sicilia, il cui sito archeologico si trova su una collina a acciata sul mar Ionio a circa 8 chilometri a sud-est della cittadina di Noto. L’Eloro DOC è un vino ottenuto da vitigni Nero D’Avola, Frappato e Pignatello, vini cati nelle tipologie Rosso e Rosato. Il Nero d’Avola è uno dei vitigni più pregiati per la vini cazione. Fino a un ventennio fa, solo i territori di Ragusa e Siracusa coltivavano questa specie di vite. Per oltre 100 anni, infatti, è stato il “vino da taglio” per eccellenza utilizzato per dare forza ad altri vini rossi, al suo confronto carenti in colore, struttura e grado alcolico. Oggi, il Nero d’Avola si coltiva in tutto il territorio siciliano ma trova la sua vocazione migliore proprio tra le Terre dei due Mari.

Fonte GAC dei due mari

ITINERARIO CICLOTURISTICO: BIKE ROUTES

TRA PORTOPALO DI C.P. E PORTO ULISSE

Le Terre dei due Mari possono essere percorse in bicicletta in tutta la loro estensione. Durante la bella stagione la zona costiera, con le sue splendide spiagge, il lungomare e le litoranee, si riempie di amanti delle due ruote che possono godere del tempo e dello spazio a loro piacere. L’itinerario dedicato si estende nella parte meridionale di queste terre, tra Portopalo di Capo Passero e Porto Ulisse. Il territorio è in gran parte pianeggiante: dei 24 chilometri di percorso, il punto più alto sul livello del mare è di 37 metri, pertanto è adatto a tutti. Percorribile in ogni periodo dell’anno: si sviluppa prevalentemente su strade carrabili e asfaltate e non necessita di particolare equipaggiamento o di bici tecniche. La partenza avviene dalla Terrazza dei due Mari, punto panoramico nella cittadina di Portopalo di Capo Passero. L’ultimo tratto di Mar Ionio e il piccolo isolotto di Capo Passero seguono per un tratto questo itinerario. Attraversata la cittadina di Portopalo, ci si dirige prima verso la rada costeggiando il porto, per poi inoltrarsi tra i vigneti e le colture di ciliegino. La prima tappa è sulla punta estrema del territorio: da qui lo sguardo si ferma d’obbligo all’Isola delle Correnti. La sosta viene effettuata sulla piazzetta che precede la spiaggia, zona di parcheggio durante il periodo estivo. Da qui, a piedi, si può percorrere il tratto di spiaggia che porta all’isola: un istmo di poche decine di metri percorribile a piedi durante la bassa marea, soprattutto d’estate. Il tratto più lungo dell’itinerario è di 21 chilometri. Risalendo la costa ci si dirige verso nord-ovest attraversando campi coltivati, vigneti e impianti protetti in serre con migliaia di piantine di pomodori della varietà ciliegino. Il colore rosso dei frutti a grappolo ci accompagna per parecchi chilometri! Successivamente il percorso volge verso est. Si torna a pedalare lungo la costa, attraverso l’abitato di Granelli, uscendo dalla provincia di Siracusa ed entrando nel territorio ragusano. Si arriva così nell’incredibile distesa di acque del Pantano Longarini. Nel periodo di sosta (in primavera o in autunno) non è raro osservare centinaia di fenicotteri rosa di passaggio su queste acque salmastre: è uno spettacolo unico al Mondo. La pace di questo posto non invita a partire: qui sembra davvero che il tempo si fermi. Gli ultimi 3 chilometri di percorso si sviluppano lungo la costa, dirigendosi verso una delle mete più rinomate di tutta la zona: Porto Ulisse. Chiamato così in onore del grande eroe omerico, che sfidò le ire degli dei del mare e del cielo e approdò su una delle isole più belle al mondo: la Sicilia. Da queste rupi si possono scorgere a ovest i faraglioni di Cirica, a ridosso delle “secche di Circe”, causa di tanti naufragi di navi romane e bizantine.

Fonte GAC dei due mari

ITINERARIO ARCHEOLOGICO SUBACQUEO: TRA RELITTI E REPERTI

TRA PORTO FOSSA MARZAMEMI E PUNTO DI IMMERSIONE

Suggestivo e affascinante, una meraviglia celata alla vista: è l’itinerario dei beni archeologici sommersi. Il Mare di Sicilia, soprattutto il tratto di costa che va da spiaggia Gallina di Avola fino a Pozzallo, colonizzato da greci, romani, arabi e spagnoli è stato da sempre teatro di vicende, incontri, guerre, naufragi e ha contribuito a conservare, in modo più o meno visibile, le tracce della storia. Sono resti di carichi navali: da imponenti colonne per la costruzione di edifici ad anfore per il vino e l’olio, da statue per adorni a suppellettili. Centinaia di reperti, la maggior parte dei quali, vista la dimensione e lo stato di conservazione, sono stati lasciati in loco in quello che appare come una sorta di museo sottomarino. Oggi, grazie all'intenso lavoro di indagine e rilievi certosini a cura della Sovrintendenza dei Beni Culturali e Archeologici del Mare, molti di questi reperti archeologici sono stati individuati, studiati e catalogati. Molti altri reperti, preservati dal logorio del mare e soprattutto dalle razzie dei “relittari” sono conservati in un vero e proprio museo archeologico dei beni sottomarini, che raccoglie centinaia di reperti ritrovati nei fondali di tutta la costa del Gac dei due Mari: è il Museo del Mare di Calabernardo (Noto). Tra tutti gli itinerari archeologico-subacquei individuati e fruibili, quello proposto è Marzamemi 1, ubicato a circa un miglio dalla costa nei pressi del borgo marinaro da cui prende il nome. Per arrivare sul luogo dell’immersione consigliamo di partire con mezzo nautico dal porto grande di Marzamemi (Porto Fossa), accompagnati da guide esperte e autorizzate ad immergersi nei luoghi posti a vincolo archeologico. L’immersione è di facile esecuzione, visto che il sito si trova a circa 7 metri di profondità su di un pianoro roccioso. L’acqua è quasi sempre limpida mancando sospensione sabbiosa. Il sito archeologico si estende su una superficie di circa 600 metri quadrati: per le sue dimensioni e la bassa profondità è adatto anche per escursioni in snorkeling. Si tratta di un carico di colonne semilavorate e blocchi squadrati, presumibilmente preparati per basi o capitelli. Grazie alla presenza di frammenti di anfore si è potuto datare il relitto al III secolo d.C. Il marmo delle colonne è di origine orientale, si ipotizza la provenienza da cave della Turchia. La spettacolarità del sito è data dalle dimensioni delle colonne: la più grande è lunga 6,40 metri, con un diametro di circa 185 centimetri. Non si ha modo di sapere a cosa fossero destinate queste colonne, presumibilmente alla costruzione di un edificio maestoso, date le loro colossali dimensioni. Del relitto e degli elementi lignei non è rimasto nulla. La nave, inabissatasi sul fondale roccioso, è stata esposta per secoli all’azione dell’acqua marina e a quella di un particolare mollusco, il Teredo Navalis, che ama scavare lunghe gallerie nel legno. Si può ipotizzare, dato il carico (circa 165 tonnellate), che la nave fosse lunga poco meno di 30 metri con una larghezza minima di 9 metri. Tra le colonne e i blocchi di marmo, ben nascosta tra le piante di Posidonia Oceanica, non manca la fauna sottomarina: murene, polpi, saraghi, piccoli crostacei colorano e rendono unica e veramente suggestiva l’esplorazione del sito.

Si ringrazia la Regione Siciliana, Soprintendenza del Mare, per la gentile concessione delle foto subacquee del sito archeologico “Marzamemi 1” – foto S. Emma


Fonte GAC dei due mari

Programma Inverdurata 2016

Bando Inverdurata 2016

Articolo 1
Il Comitato Organizzatore, costituito dal Comune di Pachino, dall’Associazione Inverdurata di Pachino e dalla Pro Loco Marzamemi, indicono la XIII° edizione dell’Inverdurata – Mosaici Vegetali Pachino. La Manifestazione è organizzata da un comitato che ha il compito di curare tutti gli aspetti della manifestazione e il rispetto del presente Disciplinare da parte di tutti i partecipanti.

Articolo 2
La Manifestazione si svolgerà a Pachino nei giorni 21/23 maggio 2016. I mosaici verranno realizzati lungo la via Cavour.

Articolo 3
Il tema della XIII° edizione dell’Inverdurata - Mosaici Vegetali Pachino è: Cubismo e Sicilia.

Articolo 4
Alla manifestazione possono partecipare tutte le associazioni di volontariato, le Istituzioni Comunali e qualsiasi altro ente che, senza fini di lucro, organizzano e/o realizzano tappeti d’arte effimera vegetale e ne promuovono la sua tradizione. Il limite massimo dei gruppi partecipanti è stabilito dal Comitato Organizzatore, in relazione a possibili vincoli logistici o di altro genere.

Articolo 5
I gruppi che desiderano partecipare alla realizzazione dei mosaici dovranno far pervenire al Comitato organizzatore la loro adesione su carta semplice, corredata da (pena l’esclusione):

  • Bozzetto. I bozzetti dovranno essere presentati su un foglio A3 protetto da involucro trasparente.  Il disegno a colori dovrà misurare cm 30 x 30
  • Descrizione di ciò che rappresenta il disegno;
  • Titolo e Autore/i, gli esecutori, il nome del responsabile e il recapito telefonico.

I plichi contenenti il materiale dovranno pervenire entro e non oltre le ore 24:00 del 25 Aprile 2016, attraverso un plico sigillato, presso l’Ufficio Turismo del Comune di Pachino di via Matteotti.

Articolo 6
I disegni dovranno essere corredati, pena l’esclusione, dalla richiesta degli ortaggi occorrenti per la realizzazione del riquadro divisi per colori. 

Articolo 7
Nella realizzazione dei disegni non saranno ammessi materiali che non siano verdure. Le verdure in ogni caso dovranno coprire almeno il 80% del quadro. Si precisa che le verdure non potranno essere colorati artificialmente con vernice spray, per immersione etc. I disegni potranno essere realizzati dallo stesso autore o da gruppi di cui lo stesso autore deve fare parte.

Articolo 8

Una Commissione nominata dal Comitato Organizzatore, composta da esperti in arti figurative, sceglierà i 16 - 18 bozzetti artisticamente ritenuti i più idonei da eseguire, anche con riferimento alla loro leggibilità, decidendone la collocazione. La Commissione avrà la facoltà di fare apportare eventuali modifiche ai bozzetti selezionati al fine di conseguire un equilibrio armonico di forme e di colori. I partecipanti sono tenuti ad osservare le prescrizioni della Commissione. Il giudizio della Commissione è insindacabile.

Articolo 9
Il Comitato organizzatore realizzerà, fuori concorso, il riquadro raffigurante lo stemma della Città di Pachino ed il primo bozzetto.

Articolo 10
I partecipanti scelti saranno avvertiti con comunicazione del Comitato Organizzatore entro il 2 Maggio 2016. Dopo la realizzazione, accanto a ciascun riquadro e a cura del Comitato, verrà esposto il bozzetto incorniciato riportante il titolo dello stesso.

Articolo 11
Una Commissione, nominata dal Comitato Organizzatore, assegnerà i seguenti premi: 1° premio: EURO 500,00 2° premio EURO 300,00 3° premio EURO 200,00.
Per tutti i partecipanti è previsto un rimborso spese di EURO 100,00.
La decisione della Commissione di cui al presente articolo dovrà essere motivata e tenere conto, della qualità artistica del bozzetto, della leggibilità e dei materiali usati e sarà insindacabile.

Articolo 12
Gli elaborati scelti rimarranno di proprietà del Comune che acquisirà, inoltre, tutti i diritti di riproduzione degli stessi con l’impegno di nominare l’autore. 

Articolo 13
I bozzetti non ammessi potranno essere ritirati presso il Servizio Turismo nei giorni successivi alla manifestazione.

Articolo 14
La partecipazione alla manifestazione comporta l’accettazione incondizionata di tutte le norme del presente bando di concorso, che rimane a disposizione presso l’Ufficio Turismo di via Matteotti e sul sito Internet del Comune www.comune.pachino.sr.it, sul sito internet dell’Inverdurata www.inverdurata.it e sul sito internet della Proloco Marzamemi www.prolocomarzamemi.it, nonché delle indicazioni tecniche che impartirà la Commissione di cui all’art. 7

Eventuali informazioni potranno essere richieste inviando una mail alla casella postale: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CAMPIONATO OPEN DERIVE

III° MARZAMEMI     SPRING CUP & IV WINTER CUP

DERIVE LASER STANDARD - RADIAL 4.70 -DERIVE 4.20 - 4.70 CATAMARANI

 

ORGANIZZAZIONE:                                                                   ORGANIZZAZIONE :

Club Nautico Vela Sport Marzamemi                                              Ass.Turistica Pro Loco Marzamemi
Via Buonarroti 33 Pachino Italy.                                                   Via Nuova sn. Marzamemi
Tel.   339/7964823 - 33690418570                                              Tel. 3477338825
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.                                                          E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

BANDO DI REGATA

PROGRAMMA

  • 03 Aprile et 09 Settembre : dalle ore 08,00 alle 09,00, perfezionamento delle iscrizioni ad ogni campionato
  • Ore 30 segnale di partenza

L’orario di partenza delle prove seguenti sono le stessa della prima prova. Verranno disputate 2 prove per ogni giorno di regata programmato, ogni prova e di  tre giri. Le prove valide saranno cinque di cui una può essere scartata,

N.B.

  1. Le giornate delle regate sono cinque, saranno convalidate quattro regate con il miglior punteggio
  2. La regata viene disputata se il vento è superiore a cinque nod
  3. La regata può essere disputata se i regatanti sono il 50% degli iscritti

Calendario SPRING CUP                                                               Calendario WINTER CUP

03/04/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

09/10/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

17/04/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

23/10/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

08/05/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

06/11/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

15/05/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

20/11/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

29/05/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

08/12/2016

specchio d’acqua ISOLA BRANCATI

 

AMMISSIONE
La regata è aperta ad equipaggi nazionali e stranieri.

  • Tesseramento FIV : i concorrenti italiani potranno prendere parte alle regate solo se in possesso di tessera FIV per l’anno in corso corredata di visita medica con validità di un anno dal rilascio i concorrenti stranieri solo se in possesso della relativa tessera di affiliazione alla loro Federazione Nazionale Vela. Gli organizzatori richiederanno copia del certificato medico al momento dell’iscrizione qualora non fosse già stato fornito o non presente sulla tessera

 

REGOLAMENTI:

  • Le regate verranno disputate applicando il Regolamento di Regata 2013/
  • Saranno possibili controlli antidoping durante tutto il periodo di ciascuna manifestazi

PUBBLICITA’:
In conformità al codice ISAF 20, l’Organizzazione potrebbe richiedere ai concorrenti di apporre un adesivo   su entrambi i lati dello scafo

ISCRIZIONI
Le pre-iscrizioni dovranno esser inviate via WhatsApp - Velisti x Passione -
La tassa di iscrizione è fissata a 20,00 euro a persona.

ISTRUZIONI DI REGATA:
saranno disponibili un giorno prima della regata ed inviate tramite WhatsApp

MANCATO SVOLGIMENTO:
Nel caso di mancato svolgimento di una prova di una regata questa viene rinviata alle date a nostra disposizione come da calendario.

SICUREZZA:
I  concorrenti  dovranno indossare  il  salvagente.

PERCORSO:
Sarà adottato il percorso a Bastone e a Triangolo opportuna segnalazione sarà data nelle istruzioni di regata:

PARTENZA
Le partenze saranno date come da Regola 26. Allo scopo di attirare l’attenzione dei concorrenti, riguardo l’imminente inizio delle procedure di partenza la bandiera di circolo sarà esposta circa quattro minuti prima dell’esposizione del segnale di avviso, accompagnate da ripetuti segnali acustici.

Segnali di partenza come da regola 26 saranno:

SEGNALE           BANDIERA

SEGNALE  SONORO

MINUTI

Avviso:            Bandiera  A

1 suono prolungato

5 minuti

Preparatorio:    Bandiera P

1 suono

4 minuti

Un minuto:      Ammaino bandiera preparatorio

1 suono

1 minuto

Partenza:        Ammaino bandiera Avviso

1 suono

PUNTEGGIO:

  • sarà adottato il sistema di PUNTEGGIO MINIM
  • ai sensi del punteggio di Ranking List la regata sarà valida anche se è disputata una sola prov
  • le derive che non arrivano entro i 20 minuti dopo l’arrivo del primo saranno classificate
  • “ Non arrivate – “ DNF
  • La classifica finale verrà redatta con il sistema a compenso denominato “Numero di Portsmouth”

PREMI
Premi ai primi 3 classificati nelle classifiche generali,

RESPONSABILITA’:
Il Circolo organizzatore, il Comitato di Regata e la Giuria non sono responsabili dei danni a persone e/o cose che a terra o in mare possano accadere in ordine alla partecipazione alla Regata.

DIRITTI DI IMMAGINE:
Nel partecipare all’evento, gli armatori, i loro equipaggi ed ospiti concedono all’Autorità Organizzatrice e loro sponsor il diritto e l’autorizzazione a pubblicare e/o divulgare in qualsiasi maniera riprese fotografiche e filmati, di persone ed imbarcazioni realizzati durante l’evento.

 

 

CICLO DI REGATE O PASSEGGIATE VELICHE

Calendario 2016 SCARICA IN PDF

 

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Chi Siamo

La Pro Loco Marzamemi è un’Associazione di volontariato, di natura privatistica, senza fini di lucro, con valenza di pubblica utilità sociale, e con rilevanza di interesse pubblico.

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